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Automobili e cybersicurezza: i rischi legati alle auto “smart”

Automobili e cybersicurezza: i rischi legati alle auto “smart”

In di RentPro

Il mondo è sempre più connesso e l’industria automotive ha già intrapreso la via “smart” introducendo nuove tecnologie che ci avvicinano sempre più alla guida autonoma. Tutte queste novità hanno reso le auto sempre più simili a dei computer con importanti vantaggi legati purtroppo anche a minacce sulla sicurezza. Anche i ladri di auto si sono aggiornati e oggi si avvalgono di potenti strumenti capaci di fare danni ben più gravi rispetto ad un semplice furto con scasso.

Il ladro di auto 2.0: un hacker senza piede di porco

I dispositivi keyless rendono molto più pratica la vita quotidiana ma rendono le auto sempre più soggette a minacce esterne. La possibilità di aprire le serrature da remoto si basa su una serie di software capaci di collegarsi da remoto alla vettura e controllarne numerose funzionalità: questo può lasciare aperta una porta ad un hacker capace di svelare una falla all’interno del software utilizzato dal costruttore dell’auto.

Le vulnerabilità software: la chiave d’accesso per i ladri

Un buon software è ricco di funzionalità ma deve essere necessariamente sicuro dagli attacchi esterni. Numerosi gruppi di hacker discutono sui forum del Darkweb confrontandosi su nuove tecniche per bypassare i software ed accedere direttamente ai computer di bordo per effettuare ogni sorta di operazione, oltre al furto in sé. Nel 2017 un gruppo di ricercatori cinesi dimostrò di riuscire ad accedere da remoto ad una Tesla X tramite un attacco remoto tramite wifi e smartphone: oltre ad aprire le portiere, gli hacker avevano accesso ai sistemi di sicurezza, in particolare riuscivano ad azionare i freni in qualsiasi momento. In seguito alla notizia, Tesla rispose “fixando” la falla in circa 15 giorni eliminando il rischio da tutta la sua gamma di vetture.

Non solo auto: cosa può rubare un ladro insieme alla vettura

I moderni sistemi di infotainment sfruttano l’intelligenza artificiale per conoscere appieno le abitudini del guidatore e dei passeggeri. Per fare ciò raccolgono dati di ogni sorta, dai percorsi tracciati tramite il navigatore GPS, fino alle preferenze d’acquisto. Questi dati, in possesso dei soggetti sbagliati, possono generare delle pesanti violazioni della privacy e possono portare anche ad un attacco combinato ad altri account, come quelli di posta elettronica o social network.

Attualmente i ladri risultano interessati principalmente alla vettura “fisica”, ma resta comunque il rischio legato a tutti i dati contenuti nella sua memoria. Oltre alle violazioni della privacy, il controllo remoto della vettura crea un importante allarme per quanto riguarda il cyber terrorismo: queste eventualità sono piuttosto remote, ma esiste ancora una piccola percentuale di rischio legata ai dispositivi smart.

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